Capire l'Ovulazione

Capire l'Ovulazione

 

Per una donna riuscire a capire quando avviene l’ovulazione è di fondamentale importanza per poter riuscire a concepire con meno difficoltà e per non rischiare di perdere troppo tempo.
Il ciclo ovulatorio, avviene  mediamente ogni mese, ma la sua lunghezza varia da donna a donna  e  molte volte è differente di mese in mese nella stessa donna. Vediamo il perché.

Il ciclo femminile si divide in due parti:

- Fase follicolare: inizia il primo giorno del ciclo (si conta come giorno 1 quello della comparsa del flusso vero e proprio, non dello spotting o macchie) e la sua lunghezza varia da donna a donna e da un mese all’altro. In questa fase un follicolo, detto dominante, comincia a maturare e produce estrogeni. Il rivestimento dell'utero, l'endometrio (mucosa uterina), si inspessisce fino a 2–3 mm in seguito all’aumento di questi ormoni. Al termine di questa fase, quando avviene il picco di ormoni  LH ed estrogeni, il follicolo giunto a maturazione, scoppia liberando un ovocita che percorre la tuba fino a raggiungere l’utero. Se, lungo il suo percorso l’ovocita incontra degli spermatozoi, precedentemente depositati nella tuba e viene fecondato, una volta arrivato all’utero, si impianta e inizia la gravidanza.

- Fase luteale: va dal giorno dell’ovulazione al primo giorno del ciclo successivo. La sua lunghezza varia da donna a donna, MA normalmente è sempre uguale tutti i mesi per la stessa donna. In questa fase, il follicolo che ha rilasciato l’ovulo diventa un guscio vuoto (o corpo luteo) che secerne alcuni ormoni fra cui progesterone e estrogeni. Il progesterone gioca un ruolo chiave nel convertire l'endometrio in un rivestimento accogliente per un'eventuale impianto e per le prime fasi della gravidanza. L’ovocita fecondato o blastula, terminato il suo percorso lungo le tube, si impianta  nell’utero da 6 a 12 giorni dopo la fecondazione. Il corpo comincia a produrre un ormone chiamato Gonadotropina corionica che  è quello che misurano i test di gravidanza. Se invece non avviene la fecondazione dell’ovulo, il corpo luteo vive per circa 14 giorni e  poi degenera del tutto, calano i livelli degli ormoni che avrebbero dovuto sostenere la gravidanza, l’endometrio si sfalda e viene espulso, dando vita al flusso mestruale. Durante questa fase i livelli degli estrogeni sono minimi.

N. B.:

1) la fase ovulatoria o follicolare è soggetta a variazioni anche notevoli a causa dello stato di salute, di un viaggio, del cambio di stagione o dello stress. Un’arrabbiatura presa durante i primi giorni del ciclo porta facilmente a un ritardo nell’ovulazione (e conseguentemente nell’inizio del ciclo mestruale successivo).

2) la fase luteale tende invece a rimanere sempre uguale a prescindere dall’umore o dalle condizioni fisiche della donna.

3) la fecondazione dell’ovulo avviene in una tuba. Dato che gli spermatozoi sono in grado di sopravvivere per 2 o 3 giorni nel corpo della donna (se le condizioni sono favorevoli), mentre l’ovulo non vive per più di 12 ore, è evidente che la condizione ideale sarebbe avere una riserva di spermi pronti in attesa del passaggio dell’ovulo e quindi aver avuto alcuni rapporti nei giorni precedenti il picco dell’ovulazione. Si può dire che il periodo più fertile (periodo con maggiore probabilità che un rapporto sessuale induca a gravidanza) dura da 5 giorni prima dell'ovulazione fino a 1-2 giorni successivi (anche se secondo alcuni esperti, avere rapporti dopo l’ovulazione è rischioso perché l’ovocita in declino potrebbe sì essere fecondato, ma la gravidanza potrebbe interrompersi spontaneamente).

4) non bisogna astenersi dai rapporti per molti giorni prima del periodo fertile pensando di accumulare una riserva maggiore di spermatozoi. Questi infatti devono essere emessi al massimo ogni 5 giorni, se no si deteriorano.

5) il muco fertile viene prodotto dalla cervice (o collo dell’utero): nei giorni precedenti l’ovulazione è più denso e si va via via fluidificando e diventando sempre accogliente per la sopravvivenza degli spermatozoi man mano che ci si avvicina al giorno dell’ovulazione, fino a sparire il giorno seguente.

6) infine il ph dell’ambiente vaginale è normalmente molto acido e provoca la morte degli spermatozoi (e dei batteri nocivi). Solamente durante l’ovulazione diventa più alcalino e permette la vita degli spermi. Alcune sostanze vanno a interferire con questo delicatissimo equilibrio chimico e quindi vanno ASSOLUTAMENTE evitate se si sta cercando di concepire:

1. saliva
2. sapone
3. lubrificanti (come gli appositi gel o la vaselina o l’olio baby…)

Capita l’importanza fondamentale dell’ovulazione e sapendo  di dover concentrare i rapporti nei giorni giusti, subentra  però il problema che molte donne non sono in grado di determinare con esattezza quando (o addirittura se) ovulano tutti i mesi. Ci sono diversi metodi per riconoscere l'ovulazione:


Osservazione della consistenza del muco cervicale.

Pro: è sicuramente il modo più pratico ed economico di capire quando si avvicina l’ovulazione. Normalmente, alla fine del ciclo mestruale succedono alcuni giorni di forte secchezza. Intorno al 10°-11° giorno (in un ciclo ideale di 28 giorni) comincia a comparire del muco denso e scuro che nei 3-4 giorni successivi va diventando sempre più chiaro e fluido, quasi acquoso, fino ad assomigliare al bianco d’uovo. Questo indica il picco, l’ovulazione avverrà entro poche ore e il muco ha raggiunto la condizione perfetta per accogliere gli spermatozoi, aiutarli a risalire e nutrirli.

Contro: molte donne non riescono a vedere il muco e a distinguerne le varie fasi. Alcune infatti ne producono poco e non si vede all’esterno.


Palpazione della cervice uterina.

Pro: è un metodo economico. Durante la prima metà del ciclo la cervice (o collo dell’utero) è di consistenza più dura e si presenta asciutta e bassa (più vicina all’imboccatura della vagina). All’approssimarsi dell’ovulazione diventa più morbida e umida e tende a salire.

Contro: bisogna avere una certa esperienza per riconoscere le variazioni, controllando ogni giorno alla stessa ora. Non è particolarmente agevole e richiede una certa attenzione (unghie corte, mani pulite).


Registrazione della temperatura basale.

Pro: è un metodo relativamente semplice e non costoso. E’ sufficiente acquistare in farmacia un termometro specifico per la misurazione della TB e procedere alla misurazione quotidiana della temperatura per via vaginale.

Contro: la misurazione dev’essere effettuata sempre alla mattina appena sveglie prima di scendere dal letto o fare altri movimenti, possibilmente alla stessa ora. Va poi registrata in un apposito grafico (se ne trovano in internet da stampare) con molta precisione.
Inoltre l’innalzamento della temperatura (di circa 0,2°-0,5° rispetto ai 6 giorni precedenti) si verifica a ovulazione avvenuta e rimane alta per 3 giorni circa. Quindi non segnala quando avere rapporti mirati, ma conferma che si è già ovulato in un determinato giorno.
Infine la temperatura corporea può subire variazioni anche a causa del nostro stato di salute o di stanchezza (se si è dormito poco per esempio) perciò non è sempre attendibile.
Può essere comunque utile monitorarla per alcuni mesi per capire se avviene regolarmente l’ovulazione e mediamente intorno a quale giorno del ciclo.


Test della saliva.

Pro: E’ un metodo semplice e poco costoso, è sufficiente acquistare un tester (tipo Donnatest, sviluppato dall’Università La Sapienza), una specie di piccolo cannocchiale/microscopio (grande come un rossetto). Il tester può essere usato tantissime volte e non richiede parti usa e getta. Diciamo che dura quanto durano le batterie al suo interno (un paio d’anni).
La procedura consiste nel mettere un goccio di saliva sul vetrino e farlo asciugare. Quindi osservare: finché si vedono solo dei puntini vuol dire che non si è fertili. Intorno al 10°-11° giorno oltre ai puntini cominciano a vedersi dei filamenti che si infittiscono sempre più, fino a quando, il giorno del picco, il vetrino riporta del le venature simili a una foglia di felce o cristalli di  ghiaccio.
Rispetto alla misurazione della temperatura basale questo metodo permette di individuare i 3-4 giorni che precedono il picco, suggerendo una finestra temporale in cui collocare i rapporti mirati.

Contro: non è semplicissimo riconoscere le formazioni cristalline, si  fa talvolta  fatica  a capire se il campione  di saliva è sufficiente o troppo scarso. Dev’essere poi perfettamente asciutto prima  di  essere osservato.


Stick ovulazione.

Pro: Come i test di gravidanza, sono di facile utilizzo, è sufficiente bagnarli con l’urina e aspettare che si colorino le lineette. Misurano il picco di LH (ormone luteinizzante) che avviene dalle 24 alle 36 ore prima del picco, consentendo di individuare una finestra temporale in cui riuscire a mirare uno o due rapporti.

Contro: Molte donne non riescono a vedere mai il positivo perché spesso il picco è molto breve e lo si perde a causa dell’orario sbagliato del giorno. Perciò alcuni suggeriscono di ripeterlo due volte al giorno, ogni 12 ore. L’urina non dev’essere troppo diluita. E diventa problematico se si deve fare il test fuori di casa.
Se poi si hanno cicli piuttosto irregolari, si deve eseguire il test per vari giorni prima di individuare quelli buoni e, dato che gli stick sono usa e getta diventa piuttosto dispendioso se dev’essere ripetuto per dei mesi.


Computerino da usare con gli stick.

Pro: è un metodo molto tecnologico, gli stick vengono letti da un computer che tiene mensilmente la registrazione dei dati della donna indicando con precisione i giorni buoni per il concepimento.

Contro: è costoso da acquistare e in più richiede la spesa continua degli stick usa e getta.